p 371 .

Paragrafo 3 . Il marxismo in Francia.

     
Introduzione.

Come  si ricorder, l'introduzione del marxismo in Francia deve  molto
all'opera  di  P. Lafargue,(71) il quale, al momento della  cosiddetta
crisi  del  marxismo  ne  difende  l'ortodossia  dai  pericoli  di
revisione  che  vengono  soprattutto  dall'elaborazione  teorica  di
George Sorel.

George Sorel: il sindacalismo rivoluzionario.
     
Quando  aderisce  al  marxismo e, nel 1895, fonda  proprio  insieme  a
Lafargue  la rivista Devenir Social, lo scopo di Sorel   quello  di
diffondere  e difendere il marxismo in Francia, dove  poco conosciuto
e per di pi travisato.
     Fortemente  influenzato da A. Labriola e da  B.  Croce  -  con  i
quali  collabora  ed    in stretto rapporto  epistolare  -,  Sorel  
convinto  che  l'unica  difesa efficace del  marxismo  sia  quella  di
rifiutarne  la  riduzione  dogmatica  in  formule  e  valorizzarne  il
carattere dinamico e la funzione di metodo.
     
     p 372 .
     
     Anche  per  Sorel  - come per tutti i critici  del  dogmatismo  -
diventa  essenziale  la  discussione  sul  rapporto  fra  struttura  e
sovrastruttura. Nella recensione all'edizione francese del  saggio  di
Labriola Del materialismo storico, Sorel scrive che La nuova dottrina
[il materialismo storico, appunto] non pretende di rappresentare tutta
la  storia attraverso una unica formula, di conferirle l'aspetto di un
grande   piano;   essa   non    che  un  filo  conduttore(72).   Gli
atteggiamenti  morali degli individui e il comportamento  delle  masse
non  possono essere assolutamente ricondotti in maniera meccanica alla
struttura  economica:  Sarebbe assurdo voler  determinare  la  morale
individuale  attraverso la condizione economica;  i  meccanismi  della
psiche sono troppo elastici perch si possa ricondurre lo sviluppo  di
un individuo a un tipo di classe o di situazione sociale(73).
     Nella   Prefazione   all'edizione  francese   dei   Saggi   sulla
concezione  materialistica della storia di Labriola, Sorel si  scaglia
contro certe caricature del marxismo: Ma si insiste e si dice  che,
dopo   Marx,  tutti  i  fenomeni  politici,  morali,  estetici,   sono
determinati  (nel  senso esatto della parola) dai  fenomeni  economici
[...]. Marx non  per niente responsabile di questa caricatura del suo
materialismo storico(74).
     Anche  Sorel,  quindi, rientra nel novero di quei  pensatori  che
non  si  rassegnano  a  vedere  il marxismo  ridotto  a  formule  e  a
patrimonio esclusivo degli apparati dei partiti socialisti  e  operai.
Sorel,  nel momento in cui critica le caricature del marxismo, non  ha
pi  un  marxismo  da  difendere come dottrina,  ma  una  teoria  da
approfondire  costantemente  per  rispondere  a  tre   domande:   il
proletariato  ha  acquisito una chiara coscienza della  sua  esistenza
come classe? ha la forza per sostenere lo scontro con le altre classi?
  in  grado  di  rovesciare, insieme all'organizzazione  capitalista,
tutto il sistema dell'ideologia tradizionale?(75)
     Come  si  vede, Sorel pone - con qualche decennio di  anticipo  -
alcuni  temi  caratteristici del marxismo occidentale:  il  problema
della  coscienza di classe e quello della prassi. Egli  convinto  che
la  coscienza di classe sia un elemento fondamentale per affrontare il
processo  rivoluzionario,  ma,  al  tempo  stesso,  ritiene  che  tale
coscienza  possa  formarsi non tanto rispetto a una ipotetica  societ
futura,   ma   misurandosi  nel  presente,   nel   realizzabile,   nel
fattibile.(76) Questa scelta da parte di Sorel non fa  venir  meno  la
centralit  del  concetto di autonomia del  proletariato,  non  solo
dalle  altre  classi, ma anche dalle condizioni materiali oggettive,
che  possono  essere modificate dall'azione soggettiva dei  lavoratori
organizzati.
     Il  modello di questa organizzazione  fornito - secondo Sorel  -
dai  sindacati,  i quali, al di l del corporativismo  dei  dirigenti,
favoriscono, nella lotta quotidiana per migliori condizioni di  lavoro
e  di vita dei lavoratori, una progressiva crescita della coscienza di
classe, in quanto i sindacati perseguono fini generali e non egoistici
e forniscono nuovi princpi morali, che soli possono
     
     p 373 .
     
     consentire  alla classe operaia di essere classe per  s,  cio
pienamente cosciente di s.(77)
     La  rivoluzione  coincider quindi - per  Sorel  -  con  l'azione
soggettiva  e  cosciente della classe e si manifester  come  sciopero
generale  politico,  al  di  fuori  di  ogni  intervento  in  funzione
direttiva e organizzativa degli intellettuali di origine borghese.
     Il  sindacalismo rivoluzionario propugnato da Sorel si diffuse in
Francia  e  anche in Italia, ma non riusc a incidere sulle sorti  del
capitalismo,  n su quelle dell'organizzazione operaia.  Deluso  dagli
esiti  della sua proposta politica, intorno al 1910 Sorel si  avvicin
al  movimento della destra francese Action Directe; nel 1919  esalt
invece  i  successi di Lenin, che avrebbe fatto nascere, dalle  ceneri
del  marxismo  parlamentare, un marxismo vivo. Poco dopo  Sorel  non
nascose la sua simpatia per le prime manifestazioni del fascismo.  Del
resto  Mussolini, all'interno del Partito Socialista  Italiano,  aveva
fatto  parte  di  quella corrente sindacalista rivoluzionaria  che  si
richiamava proprio a Sorel.
     
Comunismo e fascismo.
     
La  figura  e  il pensiero di Sorel - e le vicende del  suo  discepolo
Mussolini - pongono il problema, cui intendiamo solo accennare,  della
contiguit  teorica  fra  comunismo  e  fascismo.  Non  si  tratta  di
considerare gli sbocchi totalitari che hanno caratterizzato gli  stati
fascisti e l'Unione Sovietica quanto di valutare se nel marxismo siano
presenti  aspetti teorici suscettibili di essere sviluppati nelle  due
direzioni opposte.
     E'  significativo  che Sorel incentri, fin  dall'inizio,  la  sua
riflessione  sulla  critica  al  dogmatismo,  all'oggettivismo  e   al
determinismo, cio a quella interpretazione del pensiero di  Marx  che
sfocer nel diamat e nello stalinismo.
     L'esaltazione  dell'azione  soggettiva  violenta   presente   nel
fascismo  ha  senza  dubbio  radici teoriche  anche  nel  sindacalismo
rivoluzionario di Sorel e, attraverso la sua mediazione, nel marxismo.
Ma,  nella lettura soreliana, il marxismo  stato depauperato  di  una
sua  componente  essenziale: la capacit critica, che verr  di  nuovo
valorizzata dai filosofi della Scuola di Francoforte, proprio contro
il totalitarismo fascista e staliniano.

Il marxismo francese e la liberazione dallo stalinismo.
     
Henri Lefebvre.
     
Henri  Lefebvre, membro del Partito Comunista francese fino dal  1928,
tent  una  interpretazione del materialismo dialettico alternativa  a
quella che si era sviluppata in Unione Sovietica. Nei suoi scritti che
precedono  la  Seconda  guerra mondiale, tra i quali  Le  matrialisme
dialectique (1939), egli insiste sui

p 374 .

lavori  giovanili  di  Marx,  ai quali  collega  anche  l'analisi  del
Capitale,   e   mette  in  evidenza  il  problema  della  alienazione.
L'obiettivo,   quindi,  per  Lefebvre  diventa   quello   della   dis-
alienazione, cio della ricostruzione dell'uomo totale, per  cui  il
comunismo   verrebbe   a   costituire  il  regno   della   libert   e
dell'espansione  onnilaterale  e  creativa  degli  individui.(78)  Una
esaltazione del carattere individuale e soggettivo che porta  Lefebvre
a   impegnarsi,  a  un  tempo,  contro  lo  stalinismo  e  contro   il
nazifascismo.
     Alla   fine   della  Seconda  guerra  mondiale  l'adesione   alla
filosofia  marxista fornisce a Lefebvre gli strumenti  per  portare  a
fondo il suo attacco allo stalinismo. In un articolo del 1957 su  Les
Temps  Modernes - la rivista fondata da Jean-Paul Sartre  -  Lefebvre
rievoca  quel  momento  di  scontro e di liberazione  dall'influenza
sovietica  che vivono, come d'improvviso, gli intellettuali  francesi:
E   poi,  nel  1948-49,  venne  la  rottura,  con  una  straordinaria
brutalit.  Fu  uno stupefacente cambiamento di atmosfera,  del  quale
coloro che l'hanno vissuto si meravigliano ancora e si domandano  come
abbiano potuto sopportarlo. [...] Da un giorno all'altro (o quasi)  la
scienza e la filosofia sovietica furono proclamate incondizionatamente
superiori.  [...] Stalin fu proclamato non soltanto come il principale
pensatore  e  filosofo del nostro tempo, ma come l'unico:  il  corifeo
della  scienza, del pensiero, della filosofia. Non c'era  pi  che  da
commentare Stalin [...]. Il marxismo si separava brutalmente dalle sue
sorgenti, dalle sue origini, dal processo della sua formazione.  [...]
Il  marxismo perdeva una dimensione preziosa: la critica della storia,
la critica dello stato(79).
     Le  posizioni  di  Lefebvre - che abbandon il Partito  Comunista
dopo  l'invasione  sovietica dell'Ungheria nel  1956  -,  con  la  sua
attenzione  all'individuo, portano a pensare la rivoluzione  come  una
liberazione delle attivit della vita quotidiana dall'asservimento  al
carattere mercantile del capitalismo, che intende imporre alle masse i
modelli  della classe dominante (Critica della vita quotidiana,  1962;
La vita quotidiana nel mondo moderno, 1968). Come si vede, il pensiero
di  Lefebvre  ha elementi comuni con la teoria critica  della  societ
elaborata  dalla  Scuola di Francoforte;  e  con  Marcuse  anche  la
convinzione  che  il  cambiamento non verr  dalla  classe  operaia  -
integrata nella societ capitalistica e mossa solo dall'aspirazione al
benessere - bens dagli strati emarginati della societ.
     
Lucien Goldmann.
     
Nella Russia di Stalin - e fra gli stalinisti dell'Occidente - si  era
sviluppata  la teoria del ritardo della coscienza. Se ogni  coscienza
ritarda, la scienza e l'azione devono esserle imposte dal di fuori. Se
tutte le coscienze individuali ritardano, la verit deve venire da una
sfera superiore(80). Contro questa teoria si schiera Lucien Goldmann,
ispirandosi  in maniera esplicita a Storia e coscienza  di  classe  di
Lukcs.
     
     p 375 .
     
     La   discussione  sembra  ripetersi  secondo  un  copione   ormai
sperimentato: da un lato il marxismo sovietico, che pi che  un  dogma
era  ormai  un  guscio secco e vuoto, secondo un'espressione  di  H.
Lefebvre;(81)  dall'altro  il marxismo  occidentale,  che  aspira  a
recuperare  il  carattere  umanistico  del  pensiero  di   Marx,   a
valorizzare  la  soggettivit e la coscienza  dell'individuo  e  -  di
conseguenza,  ma  solo  di conseguenza - della  classe.  Il  marxismo
occidentale vive ai margini - o al di fuori e all'opposizione  -  dei
partiti comunisti dell'Occidente che, grazie all'azione del Comintern,
sono  allineati alle posizioni dell'Urss; esso ha il merito di opporsi
al  totalitarismo  stalinista senza rinunciare a mantenere  aperta  la
critica  alla  societ capitalistica occidentale, di  elaborare  nuovi
strumenti per condurre questa critica e di individuare nuovi settori e
nuovi aspetti della societ cui applicarla.
     Goldmann  applica  alcuni strumenti della critica  marxista  alla
concezione  della  scienza dei nostri giorni  e  in  particolare  alla
situazione  delle  cosiddette  scienze  umane  (storia,  psicologia,
sociologia).  Innanzitutto  egli  rifiuta  la  trasposizione  di  tipo
positivista  dei  metodi delle scienze naturali  alle  scienze  umane:
mentre  nelle prime l'oggetto (il mondo esterno)  nettamente distinto
dal soggetto, nelle seconde siamo di fronte all'identit parziale fra
soggetto  e  oggetto  della conoscenza. Ragion  per  cui  il  problema
dell'oggettivit si pone in modo del tutto diverso nelle scienze umane
e nella fisica e nella chimica(82).
     In  questo intreccio fra soggetto e oggetto riemerge il  problema
del  rapporto struttura-sovrastruttura. Goldmann rifiuta  di  prendere
sul  serio  le  critiche  che  vedono nel marxismo  il  prevalere  del
determinismo  meccanicistico e ritiene che  quanti  contrappongono  al
marxismo l'importanza del momento sovrastrutturale combattono  contro
un  marxismo immaginario(83). Evidentemente Goldmann, quando sostiene
questo  punto di vista, nel 1952, non ha percepito il peso  tutt'altro
che immaginario dello stalinismo denunciato da Lefebvre.(84)
     Lo  studio  dei  comportamenti dell'uomo (cio  la  storia  e  la
sociologia)  deve tener conto del fatto che La condotta  umana    un
fatto  totale,  per  cui  i tentativi di distinguere  i  suoi  aspetti
"materiali"  e  "spirituali", nel caso migliore,  non  possono  essere
altro  che  astrazioni  provvisorie implicanti  in  ogni  caso  grandi
pericoli per la conoscenza(85).
     In   questa  totalit  rientra  quella  identit  (parziale)  fra
soggetto  e  oggetto: l'uomo, attraverso le scienze umane, conosce  se
stesso, la propria storia e i propri comportamenti, e - nel momento in
cui conosce - agisce e quindi
     
     p 376 .
     
     modifica la realt. La conoscenza fornita dalle scienze umane  si
presenta, quindi, come coscienza.
     Ancora  una volta la coscienza appare come qualcosa che  non  pu
assolutamente  essere  imposto dal di fuori, ma    il  frutto  di  un
processo  che, per Goldmann,  un processo conoscitivo, di  conoscenza
scientifica. La conoscenza delle scienze umane, quindi, come quella di
ogni  scienza, deve liberarsi da ogni ingerenza esterna  da  parte  di
importanti gruppi sociali che hanno interesse a conservare l'ordine
esistente.(86)
     Le  scienze umane si trovano a combattere - secondo Goldmann - la
stessa  battaglia  combattuta dai fisici nel  diciassettesimo  secolo:
Nonostante  l'aspetto differente e, in apparenza, anche contrario,  
la  stessa lotta che nel secolo diciassettesimo combattevano i  fisici
contro gli interessi particolari delle forze legate al passato e  alla
Chiesa,  la  lotta contro le ideologie particolari per una  conoscenza
libera, obiettiva e umana(87).
     
Louis Althusser.
     
All'interno  del marxismo francese - che nella sua componente  critica
nei  confronti  dello  stalinismo    proiettato  nel  recupero  della
soggettivit  e  della coscienza - un posto del  tutto  particolare  
occupato  da  Louis  Althusser. Esponente di primo piano  del  Partito
Comunista   francese,  egli  ritiene  che,  contro  la   degenerazione
economicistica dello stalinismo,(88) si debba recuperare la  purezza
del pensiero di Marx, ma anche di quello di Lenin.
     Il  materialismo dialettico, se non applicabile alla  natura,  ha
un  valore  metodologico  insostituibile e - insieme  alla  concezione
materialistica  della storia (materialismo storico) -  costituisce  un
cardine del pensiero di Marx.
     Althusser  rifiuta  ogni riduzione del marxismo  a  umanesimo,  e
ritiene  che  siano da rigettare gli scritti inediti di Marx  fino  al
1845  (Tesi  su Feuerbach e Ideologia tedesca incluse), sui  quali  si
fondano le interpretazioni umanistiche del marxismo.(89)
     A  giudizio di Althusser  lo stesso Marx che opera una  rottura
epistemologica con il proprio pensiero giovanile; una rottura che  lo
porta  a  formulare  una teoria scientifica fondata sul  materialismo
dialettico-storico che esclude ogni ruolo del soggetto.(90)
     La   storia    un  processo  senza  soggetto:  Proponendo  la
categoria  di "processo senza soggetto n fine(i)", noi tracciamo  una
"linea di demarcazione"
     
     p 377 .
     
     tra  le  posizioni  materialistiche dialettiche  e  le  posizioni
idealistiche borghesi e piccolo-borghesi(91).
     La  condanna  di  ogni  forma  di  soggettivismo  come  ideologia
borghese  porta  Althusser  a rivalutare  il  ruolo  del  partito  (ed
esattamente  del  partito marxista-leninista) e  la  sua  capacit  di
elaborazione scientifica.
     Con  Althusser,  quindi,  si ripropone all'interno  del  marxismo
occidentale una forma di dogmatismo legato alla fedelt ai classici:
Marx  e  Lenin.  Le posizioni di Althusser ebbero una certa  influenza
sulle  formazioni politiche studentesche e operaie  che  nel  1968  si
ispiravano al marxismo-leninismo e al maoismo.
